La Focheraccia di San Giuseppe

17 Febbraio 2010 - 12:02

In Romagna, e probabilmente in tutta Italia, il ricordo più vivace che gli adulti hanno del periodo che va dalla fine di febbraio al 19 marzo riguarda sicuramente i preparativi per il giorno di San Giuseppe. Le radici della festa risalgono ai riti celtici che rivolgendosi alla bella stagione le chiedevano di rendere un raccolto propizio.

Giovani, bambini e anziani, nei giorni precedenti alla ricorrenza, raccoglievano oggetti non più utilizzati, stracci o pezzi di mobili vecchi e li ammucchiavano nel posto in cui, poi, avrebbe arso la Focheraccia o Fugarina di San Giuseppe. Si alimentava tra i vari gruppi anche una sorta di competizione a chi realizzava il fuoco più grande. La sera del 18 marzo tutti gli abitanti del quartiere si riunivano attorno al proprio falò di riferimento portando con sé cibo e vino che avrebbero spartito con gli altri partecipanti.

L’attimo più emozionante era quando gli oggetti iniziavano a prendere fuoco, lo scoppiettio si faceva più veloce e le fiamme salivano ad alluminare quel luogo invaso da gioia e magia. In Romagna, inoltre, nel momento in cui il fuoco accennava a spegnersi i ragazzi più grandi e i padri di famiglia animavano i presenti con una divertente esibizione nota come salti del fuoco e tra risate e applausi, infine, ci si coricava felici e spensierati.

Seppur la tradizione dei falò di San Giuseppe è stata tramandata fino ad oggi molti degli elementi che caratterizzavano la festa originaria sono andati perduti. Innanzitutto esistono pochissimi luoghi veramente appropriati allo svolgimento di questa antica tradizione che si svolgeva in una atmosfera di libertà e allegria in campi non edificati che quasi ogni quartiere possedeva.

Attualmente, invece, spazi così ampi in cui poter accendere un fuoco di grosse dimensioni non esistono praticamente più e, per evitare incendi e situazioni pericolose, in alcune zone sono state emesse ordinanze di divieto. Se ancora qualcuno desidera mantenere viva la tradizione può prendere parte alla Fogheraccia di San Giuseppe che si svolge nel campo sportivo di Montescudo di Rimini il giorno 18 marzo 2010 alle ore 21.00.

Oppure recarsi, sempre lo stesso giorno, nella storica piazza Roma di Gemmano dove oltre ad una magnifica Focheraccia di San Giuseppe sono servita grigliate di sardine, piadina, vino e ciambella. Al Centro Sportivo Comunale di Poggio Berni, invece, dalla sera del 18 marzo si da il benvenuto alla primavera con un vivace falò accompagnato da buona musica, vin brulé, ciambella e Albana, tipico vino romagnolo.